Saint Nazaire

LOCALITA'
Moneglia
PROFONDITA' MASSIMA 56 mt.
PROFONDITA' MEDIA 49 mt.
VISIBILITA' media
CORRENTE leggera
MISCELA CONSIGLIATA trimix15/55

Descrizione
Dai pescatori locali è conosciuto come il "vapore di Moneglia" ed è un relitto poco frequentato dai subacquei meno esperti per le acque torbide che non permettono immersioni abbastanza agevoli. Il mercantile apparteneva all'armatore francese Delmas Vielijeux di Rochelle. Il piroscafo, la cui costruzione risale al 1919, ventitre anni dopo venne venduto ai tedeschi e, l'anno sucessivo, ristrutturato nel porto di Marsiglia. Nel pomeriggio del 13 settembre 1943 la nave, proveniente da La Spezia e diretta a Genova con un carico di fusti di benzina e scatolame, venne colpita a poppa da un siluro e colò a picco con le fiamme che avevano avvolto completamenmte lo scafo. Per questo motivo molti uomini dell'equipaggio, composto da marinai e tedeschi e da alcuni nord africani, morirono nell'incendio del piroscafo. Sul Saint Nazaire nel primo dopoguerra intervennero anche sommozzatori provenienti da La Spezia e successivamente personale della Sorimar di Genova con la nave Artiglio, specializzata in recuperi navali, in appoggio. Il relitto è oramai malridotto, mancano sia le eliche sia le ancore e del prezioso carico di allora restano ancora alcuni bidoni sforacchiati. Il punto centrale dello scafo è il meno danneggiato e, quindi , maggiormente godibile: particolarmente suggestivi sono i due alberi del piroscafo che si elevano dalla coperta fino a sfiorare i 30 mt. Il castello di poppa è piegato verso il basso, come se la nave avesse urtato violentemente il fondo con il timone e l'elica prima di coricarsi per sempre sul letto di sabbia e limo. Qui distinguiamo perfettamente un bellissimo cannoncino, non sò dire che tipo, parzialmente ricoperto da una vecchia rete, montato sulla tipica struttura a ruota, sopra un boccaporto aperto che invita molto l'esplorazione interna del relitto... facendo capolino si nota la ripida scala che porta sottocoperta. Pinneggiando verso prua e sorvolando le stive si giunge al castello, qui l'inclinazione dello scafo è molto evidente, tanto che il lato di dritta del tagliamare forma quasi un tetto e occorre l'ausilio della torcia per distinguere l'occhio di di cubia.